Santiago
L’anno scorso verso fine di giugno abbiamo prenotato questo viaggio all’ultimo minuto, per le vacanze estive ad agosto.
Si è rivelato uno dei viaggi più memorabili che abbiamo fatto fino ad ora. Siamo atterrati a Santiago all’alba del 5 agosto dopo aver attraversato la Cordigliera delle Ande sotto un cielo tinto di rosa, ed è stato come entrare in un mondo parallelo.
Dal finestrino dell’aereo, le montagne sembravano infinite, silenziose, quasi irreali.
Questo è stato il primo segnale dell unicità del viaggio.


Ci sono città che vengono vissute solo come tappe di passaggio. Santiago non è assolutamente una di queste.
Offre una profondità culturale che molti viaggiatori saltano troppo in fretta. Abbiamo trascorso tre giorni a Santiago, nella zona di Barrio Italia, un quartiere che ci è sembrato il punto perfetto per entrare nel ritmo della città. Abbiamo soggiornato al Maison Italia, un albergo con poche stanze, curate nel minimo dettaglio.
La nostra camera aveva una piccola terrazza dove potevamo sederci a fare colazione. Esperienza rilassante e unica.
La zona che abbiamo scelto, Barrio Italia, non era solo comoda per esplorare Santiago. Aveva una sua identità ben definita e si respirava un’atmosfera rilassata, ma allo stesso tempo vivace.
Piccoli ristoranti, caffetterie, mattine lente e un’atmosfera difficile da spiegare, ma facilissima da riconoscere una volta lì.



Quasi subito dopo l’arrivo, abbiamo lasciato le valigie in hotel e siamo partiti a piedi verso il cuore pulsante della città, Plaza de Armas.
Per me camminare tra la gente è il modo migliore per entrare nel ritmo di un luogo nuovo, fin dal primo attimo. L’intensità della città è stata disorientante nel modo più bello possibile. Folla, suoni e profumi sconosciuti: tutto sembrava immediato e vivo.
Ricordo di esserne stata completamente assorbita, come se il viaggio avesse già iniziato a spostare qualcosa dentro di me.
Una cosa da evitare sempre è iniziare un viaggio con idee preconcette basate solo su ciò che si legge online. Secondo me, ogni luogo ha qualcosa di bello da offrire, bisogna solo concedergli il giusto tempo e usare un po’ di buon senso.
Santiago è una città capace di sorprendere con un’esperienza completamente diversa da quella che molti si aspettano.



Cosa ci è piaciuto di Santiago
– San Cristóbal Hill
Uno dei migliori punti panoramici sulla città. Salire fin lassù permette di capire la scala di Santiago e il suo rapporto con le montagne che la circondano. Vista incredibile.
– Cerro Santa Lucía
Più raccolto e suggestivo, quasi come un giardino nascosto nel centro città , perfetto per un momento più lento dentro il ritmo urbano.
– La Chascona – Casa di Pablo Neruda
Uno sguardo nel mondo personale e surreale del poeta , adatto anche per chi non ama particolarmente la letteratura, la visita è molto ricca sia dal punto di vista visivo che da quello emotivo.
– Museo Nacional de Bellas Artes
Elegante e tranquillo, ideale per vivere il lato culturale di Santiago e prendersi una pausa dal movimento della città.
– Biblioteca Nazionale del Cile
Una tappa silenziosa e inaspettatamente affascinante. All’interno c’è anche una piccola caffetteria dove ci è piaciuto fermarci a bere un buon caffè osservando la quotidianità della città.
– Le serate come i locals: cena vino cileno & pisco sour:
Le serate a Santiago scorrono naturalmente tra cene lente e drink rilassati. Scoprire il vino locale e ordinare un buon pisco sour è diventato presto parte del nostro rituale quotidiano. Abbiamo amato in particolare il Bocanáriz , locale caratteristico nel quartiere Lastarria, per la selezione eccezionale di vini cileni, e il Casaluz Restaurant, intimo caldo e molto curato nell’atmosfera.







Arrivo in Atacama
Dopo tre giorni davvero piacevoli a Santiago, abbiamo preso un volo la mattina presto per l’Atacama.
Siamo atterrati all’aeroporto di Calama e abbiamo deciso di prenotare un transfer fino all’hotel.
Abbiamo scelto Transfer Pampa, organizzato il giorno prima, ed è stato tutto molto semplice ed efficiente, sicuramente una scelta comoda dopo un volo mattutino. Il tragitto da Calama a San Pedro de Atacama dura circa un’ora e mezza.
Appena si lascia l’aeroporto si percepisce subito che il paesaggio è cambiato totalmente.
Abbiamo soggiornato al Hotel La Casa de Don Tomás, in una posizione perfetta per noi, a pochi passi dal centro.
In generale San Pedro offre molti hotel e Airbnb belli, con opzioni per tutti i gusti e budget.
Ci è piaciuto molto il centro di San Pedro, pieno di ristoranti, locali di empanadas e caffetterie, con tante opzioni ma mantenendo sempre un’atmosfera rilassata e locale. Sullo sfondo, il vulcano che si alza verso il cielo rende tutto ancora più scenografico.


Esplorare Atacama
Per esplorare la zona abbiamo deciso di noleggiare un’auto e muoverci in self-drive. Per la nostra esperienza, è sicuramente la scelta migliore: dà molta più libertà e permette di vivere i paesaggi con i propri tempi.
Abbiamo usato Chimpy way Rent a Car e ci siamo trovati molto bene. Comunicazione semplice via WhatsApp, auto consegnata direttamente in struttura e riconsegna fatta in hotel. Tutto molto comodo, soprattutto perché subito dopo saremmo partiti per la Bolivia (spoiler: prossimo articolo).
Il giorno dell’arrivo abbiamo deciso di prendercela con calma. Abbiamo pranzato da Emporio Andino: tutto molto buono e anche il caffè ottimo.
Il modo perfetto per iniziare lentamente dopo una giornata di spostamenti.Nel pomeriggio, verso le 16:30, siamo andati verso Valle de Marte per il tramonto. Già il tragitto lascia completamente senza parole. i colori erano spettacolari e c’era pochissima gente: sembrava di avere tutto quel paesaggio solo per noi. È stato il momento in cui abbiamo capito quanto fosse giusta la scelta di vivere Atacama con i nostri ritmi.
Abbiamo parcheggiato nella parte bassa della valle e camminato fino al viewpoint, completamente soli in questo scenario surreale. In Atacama, quello che ci è rimasto di più non sono stati solo i luoghi raggiunti, ma anche i tragitti per raggiungerli.



Durante i giorni successivi abbiamo esplorato senza un piano troppo rigido. Uno dei luoghi che ci è rimasto di più è stato Valle de la Luna.
A soli 10 km da San Pedro, è uno dei paesaggi più iconici dell’Atacama e sembra davvero fuori dal mondo. Consigliamo di dedicargli tempo: almeno tre ore, se non di più. Noi siamo rimasti più a lungo, semplicemente per assaporare il silenzio e l’ampiezza del luogo.
Camminando tra formazioni di sale e dune di sabbia, si inizia davvero a capire l’anima unica di questo posto.
Abbiamo concluso la visita al Mirador de Kari, incluso nel biglietto della Valle de la Luna, dove osservare i colori cambiare sul paesaggio sembrava quasi irreale.






Un’altra tappa da cui non ci aspettavamo molto, ma che si è rivelata bellissima, è stata Rainbow Valley. Situata nel bacino del Río Grande, anche arrivarci fa parte dell’esperienza. La strada attraversa piccole oasi e corsi d’acqua e, sinceramente, l’abbiamo trovata ancora più scenografica della via per Valle de la Luna. Il tratto sterrato può sembrare un po’ impegnativo all’inizio, ma è assolutamente gestibile. C’è anche una piccola biglietteria lungo il percorso, e abbiamo apprezzato il fatto che non servisse prenotare in anticipo.
Le formazioni rocciose sembrano cinematografiche, quasi da film.
Abbiamo preferito la sua atmosfera più rilassata, fatta di viste inattese e stratificazioni di colore davvero particolari.
Se avete qualche giorno in più, Rainbow Valley merita assolutamente.



Un’altra esperienza che ci ha sorpreso molto è stata quella delle Lagunas Baltinache, tra le più particolari del viaggio. Per arrivarci serve un po’ di pazienza, con un lungo tratto di strada sterrata, e lo ammetto: dopo aver letto alcune storie online avevamo il timore di bucare una gomma. Per fortuna è andato tutto liscio. Le lagune compaiono improvvisamente nel mezzo del deserto, con acqua azzurra intensa in contrasto con il bianco del sale e i toni caldi del paesaggio.
Un sentiero semplice collega le varie piscine naturali, e in alcune si può anche fare il bagno. L’acqua è gelida, ma per via dell’alta concentrazione di sale si galleggia senza alcuno sforzo. Fredda sì, ma divertentissima e assolutamente da fare.



Abbiamo visitato anche Laguna Chaxa e Laguna Tebinquinche, molto diverse ma entrambe speciali.
Tra le due, Laguna Tebinquinche è stata probabilmente la nostra preferita. Il silenzio lì aveva qualcosa di unico. Si sentivano i cristalli di sale crepitare e i movimenti più piccoli del paesaggio. Un luogo quasi meditativo.
Uno dei miei sogni era visitare Piedras Rojas, ma purtroppo a causa di una tempesta di neve non è stato possibile.
Siamo riusciti a vedere solo Laguna Miscanti, comunque bellissima. Un buon motivo per tornare e vivere la zona delle lagune altiplaniche come si deve la prossima volta. Anche il tragitto in auto è stato splendido. Lungo la strada abbiamo visto diverse vigogne ed è stato uno dei primi momenti in cui abbiamo iniziato a percepire leggermente l’altitudine. Restare ben idratati qui è importante.
Sulla strada verso Socaire, da dove partono di solito le escursioni per Piedras Rojas e le lagune, ci si può fermare anche al cartello del Tropico del Capricorno. Uno di quei classici spot fotografici forse un po’ turistici, ma comunque divertente da vivere almeno una volta.





Ultimo giorno in Atacama
Nel nostro ultimo giorno in Atacama abbiamo rallentato ancora e trascorso del tempo alle Termas de Puritama, che ci sono sembrate il modo perfetto per ricaricarci prima dell avventura Boliviana.
In fondo alla valle compare una striscia di verde quasi inattesa nel mezzo del deserto.
Le piscine termali seguono il corso naturale del fiume, con temperature che cambiano gradualmente.
Tutto è pensato per integrarsi nel paesaggio, con grande rispetto per l’ambiente circostante.
Semplice, ma molto ben fatto.
Quella sera abbiamo cenato da Ephedra Restaurant, una delle cene più memorabili del viaggio. Ingredienti locali, cibo ricercato , una location bellissima e un’atmosfera da sogno. Offrono anche servizio taxi.
Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a guardare il cielo e abbiamo visto chiaramente la Via Lattea sopra di noi.
È sembrata la conclusione perfetta del nostro tempo in Atacama.
Dopo questi giorni incredibili nel deserto, eravamo pronti per una nuova avventura: la Bolivia.
Ma questa è un altra storia.
Se avete domande o vi servono consigli, scriveteci pure.
Potete contattarci tramite la chat del sito, Instagram DM o email. Saremo felici di aiutarvi.
A presto,
Thushini